I big del cinema e del teatrodi casa nostra sono attesida un anno che si annunciacarico di aspettative,auspici le piattaformedi Amazon e Netflix,i satelliti di Sky e le frequenze di Rai 1.E Napoli vince il derbyper l’omaggio a Franco Scaldati

di Angelo Scuderi

Luigi Lo Cascio

È l’uomo d’oro del cinema e del teatro di casa nostra. Del suo essere palermitano ha fatto un vero e proprio motivo d’orgoglio, tanto da evidenziare nella sua bio persino il diploma conseguito al liceo classico Garibaldi, la culla di tanti attori (Gioè, Briguglia, Gulotta, per citare i più noti) di una irripetibile stagione. è reduce dagli applausi per Il Traditore che gli è valso il suo secondo David di Donatello, a vent’anni da quello ottenuto per l’interpretazione di Peppino Impastato ne I cento passi, quando era ancora soltanto il nipote di Gigi Burruano.

Capace di cambiare genere e stile, alternando successi di cassetta e piece di nicchia, Lo Cascio conferma la sua indole di innovatore. Nel 2022 sperimenterà il palcoscenico di Amazon con una serie che già adesso si annuncia di culto. Bad guy racconterà la storia di Nino Scotellaro, un giudice antimafia accusato di mafia e per questo capace di diventare quel cattivo ragazzo evocato nel titolo in cerca di vendetta. Una scommessa mica da poco che tocca molti nervi scoperti del nostro contesto sociale, se è vero come è vero che “la mafia è il nostro Vietnam (cit. Giuseppe Stasi, ideatore e regista della serie, ndr)”.

 

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Claudio Gioè 

Ormai se pensi ad una fiction di successo non puoi fare a meno di vedere il profilo di questo poliedrico fuoriclasse della tv italiana, capace di fare il pieno d’ascolti sia nella parte del cattivo (fu Totò Riina ne Il capo dei capi) che dell’eroe positivo, quel Saverio Lamanna che ha trascinato Makari alla vittoria nelle sfide a distanza contro L’Isola dei famosi e Il Grande fratello Vip. Con Lo Cascio, Claudio Gioè condivide non solo gli anni del liceo, ma anche quelli dei primi successi, Da I cento passi a La meglio Gioventù. E la capacità di guardare sempre avanti con curiosità.

Ora lo attende una nuova stagione di Makari, tre prime serate su Rai1. Si caricherà nuovamente sulle spalle – assiema a Domenico Centamore – i destini di questa serie il cui successo si è basato principalmente sulle qualità dei due protagonisti. In attesa di potere dare sfogo alla sua vera passione: sentire il rumore dei suoi passi sulle tavole teatrali.

 

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Ficarra&Picone

La nuova frontiera è Netflix. Così la coppia di comici palermitana più famosa di sempre potrà dire di averle provate tutte, dagli studi fai da te delle emittenti private sino allo streaming network che ha imposto le serie di qualità in tutto il mondo. Il 2022 sarà l’anno di Incastrati, la nuova produzione di Fic&Pic che, lasciata proprio un anno fa – e non senza qualche doverosa sottolineatura – la conduzione di Striscia la Notizia, si lanciano in questa nuova avventura. Anche loro sono reduci da numeri di altissimo livello, a testimonianza di una straordinaria credibilità di cui gode la scuola palermitana: maggiore incasso cinematografico dell’anno pre Covid (con Il primo Natale) e record di presenza alla conduzione ( 15 anni e 17 edizioni) del tg satirico più celebre d’Italia, secondi solo a Ezio Greggio e Enzo Iachetti, il successo di pubblico e di critica per Le Rane di Aristofane al Teatro antico di Siracusa, luogo che ha consacrato i grandissimi dello spettacolo italiano. E ora Gli Incastrati che potremmo definire la botta del mastro.

 

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Pif

Dopo Amazon e Netflix mancava solo Sky a completare il triangolo d’oro delle piattaforme televisive raggiunte dall’onda lunga dei talenti palermitani. Problema che ha risolto Pif, a cui l’attività radiofonica (I Sopravvissuti su Radio Capital) e il format televisivo Il Testimone non ha tolto tempo e stimoli per concepire il suo terzo film uscito in questi giorni proprio su Sky.

E noi come stronzi rimanemmo a guardare, questo è il titolo che il regista-attore palermitano ha regalato al suo nuovo lungometraggio e con il quale brinderemo all’anno nuovo.

 

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Roberto Andò

Il Bambino nascosto è uno dei film più apprezzati di questo scorcio finale dell’anno. Andò, ancora una volta, ha messo d’accordo pubblico e critica, cosa che nel panorama culturale italiano può essere considerata un’eccezione. E intanto ha messo la sua firma anche alla ripartenza del Teatro Stabile di Napoli, di cui è il direttore. Tutto ciò in attesa di tornare a Palermo con il suo Piazza degli eroi, che finirà il suo percorso del 2021 al Teatro Carignano di Torino prima di sbarcare al Biondo (febbraio 1922). Il regista ha voluto mettere in scena l’ultimo lavoro di Thomas Bernhard, una sorta di denuncia contro “l’emersione di sovranismi e populismi, rigurgiti antisemiti e ottusità politiche”. Il testo è del 1988 e fece scalpore già all’epoca del debutto (“ci sono più nazisti a Vienna oggi che nel 1938…”) e ovviamente non è un caso che Andò abbia voluto proporre oggi questa produzione raffinata che meritatamente andrà in tour in tutta Italia.

 

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Franco Maresco

A proposito di Andò, c’è sempre il direttore del Teatro Stabile di Napoli dietro la decisione di Franco Maresco di giocare in trasferta la sua partita in memoria di Franco Scaldati. L’ennesima incazzatura che Maresco ha trasformato in una vera e propria sfida: se Palermo non si occupa di Scaldati, c’è un palermitano – appunto, Andò – a dare rifugio a questa nuova puntata della guerra di Franco contro l’inedia della nostra città. La guerra di Franco per Franco. Nel 2022 Maresco porterà in scena prima una lettura di scritti inediti su Falcone e Borsellino, poi Assassina e infine Il pozzo dei pazzi. Una tagliatina di faccia che ha bersagli precisi, da Orlando ai vertici del Biondo, passando per gli assessori alla Cultura disseminati nei vari livelli istituzionali. E Scaldati, da lassù se la ride…

 

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Teresa Mannino

E infine prepariamoci a riservare il giusto tributo di risate e applausi alla nostra Terry che s’è concessa un finale d’anno con i botti, grazie al trittico dei suoi spettacoli (Sento la terra girare, Sono nata il 23 e Terrybilmente divagante) sul canale 9 e allo storico palco di Zelig su Canale 5. Ma l’appuntamento più atteso è per la primavera 2022 con il debutto del film “Io e mio fratello” di Luca Lucini.  Un ritorno sulla scena in grande stile sottolineato da una dichiarazione d’amore verso la sua città natale: “Milano è la mia casa, ma Palermo è il luogo mio, delle emozioni, dove ti prendi un’incazzatura, ma anche dove i miei sensi riconoscono tutto”.

 

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