Un appartamento del centro storico di Palermodove la ricerca formale è complementarealle esigenze funzionalie alla sofisticata selezionedi materiali e tecniche di lavorazione

di Alessandro Fiore

Un progetto coraggioso e complesso in un appartamento articolato su tre livelli, nell’ambito di una ristrutturazione di un edificio ridotto a rudere nel centro storico della città.
Uno spazio compatto, con una forte verticalità, al quale si accede dal secondo livello del palazzo tramite una stretta scala. Al piano principale dell’abitazione la distribuzione degli ambienti è stata studiata in funzione del vincolo dato dalla muratura, in particolare un enorme pilastro a T in posizione centrale rispetto alla pianta.
La casa appare subito come un meccanismo perfetto dove la ricerca formale è complementare alle esigenze funzionali, in un perfetto equilibrio evidenziato dalla scelta sofisticata dei materiali e delle tecniche di lavorazione; un approccio che segue il pensiero del progettista, l’architetto Giuseppe Di Prima, per il quale fare architettura significa prima di tutto “trattare in modo diligente le materie millenarie, il legno, il ferro e il vetro”. A pavimento la pietra Grigio Sahara si alterna a una resina di colore neutro in base alla funzione degli ambienti.
La scala, che fa da sfondo alla zona pranzo, è l’attore principale di questo ambiente. La sua funzione esplicita è stata smorzata, tramite una complessa soluzione tecnica e formale che crea una maschera che fa da sfondo alla zona pranzo e che incorpora una serie di spazi contenitore a servizio del tavolo. La diagonalità intrinseca della linea dei gradini è stata annullata dalla matrice di pannelli rettangolari in lamiera stirata, la cui trasparenza varia in base all’incidenza della luce solare e di quella artificiale. Questa ortogonalità si interrompe solo nel pannello più basso, con un taglio obliquo che riprende la linea del tirante in acciaio che sostiene la scala, e che, contemporaneamente, apre un varco visivo che invita alla salita.

Questo spazio sorprende per la quantità di elementi e di dettagli che contribuiscono a definirlo. Le linee e i piani si incrociano e si alternano nella tridimensionalità, in una composizione che è una ricerca costante di equilibrio che diventa funzionale, come nel caso del secondo gradino della scala, una lastra in metallo sospesa per tutta la lunghezza della parete che funge anche da gola per i cassetti. Anche il tavolo LC6 di Cassina, con la sua struttura essenziale e il piano in vetro, partecipa alla composizione generale delle superfici nello spazio. Attorno ad esso, quattro sedie Laleggera di Alias scelte in una gamma cromatica di bianco, grigio e nero che richiama i colori della casa, e una lampada da terra Tolomeo Mega di Artemide.
La scala termina in un elegante ballatoio, che si affaccia sulla doppia altezza con un piano in vetro che funge da scrivania. La poltroncina di Charles Eames basta da sola a caratterizzare questo piccolo spazio, dal quale si procede verso la stanza da letto, il bagno e un terrazzino privato.
Il soffitto a travi lignee è solo in parte svelato, secondo una citazione colta dell’architettura storica che copriva le “viscere” strutturali con il decoro delle volte e degli stucchi. Il controsoffitto in cartongesso viene così modellato come casa-contenitore delle parti tecniche nella cucina, o come cornice che esibisce il meccanismo della capriata nel soggiorno.

SQUAR-E ARCHITETTURA
G. DI PRIMA – F. BRIGUGLIA – L. D’ARCAMO
Responsabile di progetto: GIUSEPPE DI PRIMA
Foto: Lorenzo Palizzolo

CREDITS:
Artemide, Alias, Cassina, Vitra, Accademia Luce, Falegnameria Mario Dominici, Meccanica Lo Bianco, Lo Bianco Marmi

LO STUDIO:
Architetto Giuseppe Di Prima
gdparchitettura (architetti G. Di Prima, L. D’Arcamo, A. Prisinzano)

Giuseppe Di Prima si laurea a Palermo dove attualmente vive e lavora. I suoi lavori hanno avuto l’attenzione delle più diffuse ed autorevoli riviste specializzate (Ad, Interni, Ioarch). AD dedica la copertina del numero 335 a un suo progetto su alcuni interni di Palazzo Sambuca a Palermo. Dal 2013 al 2019 condivide l’esperienza Squar-e Architettura con Francesco Briguglia. Tra i suoi lavori: il progetto di rifunzionalizzazione dell’ex Abbazia di Gangivecchio, Gangi (PA); il Parco Termale a Montegrotto Terme e l’Headquarter Mosaicoon (Squar-e Architettura+Francesco Librizzi Studio).
info@gdparchitettura.com