di Marco Pomar

– Babbo, a scuola mi hanno detto che sono un cacasotto!
Benissimo. La paura è una sensazione di incertezza del futuro. Sana e adrenalinica, figliolo.
– E allora perché mi prendono in giro?
Loro non sanno, vivono nell’ignavia, da grandi saranno terrapiattisti e no vax. Tu vai benissimo così come sei.
– Se me lo dicono di nuovo, cosa devo rispondere, papà?
Che nel nostro millennio alla fine trionferà il coraggio di avere paura, e solo i cacasotto avranno avuto una consapevolezza tale da superare indenni le difficoltà.
– Tu sei cacasotto, papà?
Come ti permetti di parlare così a tuo padre!
– Ecco, lo vedi che è una cosa brutta?
Ma no, non è brutta. È solo mal posta, come la maggior parte dei quesiti del ventunesimo secolo. Diciamo che io ho paura di tante cose, e il fatto di saperlo, mi fa affrontare le mie paure.
– E di cosa hai paura, babbo?
Eeee… l’elenco è lungo.
– Ho finito i compiti. Me lo puoi dire.
Diciamo che ho paura dell’ignoranza, la regina di tutti mali. Ho paura della burocrazia, del doppiogiochismo, di tua madre quando è incazzata.
– Di più che l’ignoranza?
Se la giocano. Ho paura della violenza, del razzismo, dell’egoismo, delle malattie.
– Allora mi sa che sei più cacasotto di me, papà.
Si, perché ho più anni, ho te, ho costruito qualcosa, e chi più ha, più ha paura di perderlo.
– Ma se tu hai paura di tutto, a me chi mi difende?
Ti difenderà chi ha paura come te, perché il loro comportamento bilancerà quello dei bulletti, dei menefreghisti, dei diffusori di fake news.
– Io non ti capisco, però, papà.
Non importa, capirai quando sarai grande, e potrai dare un peso ad ogni cosa. Il coraggio è sopravvalutato, serve a poco, da quando non ci sono più dinosauri e draghi.
– Ma alla televisione hanno detto che forse i draghi torneranno, papà.
No, quello è con la maiuscola, non butta fuoco da naso e bocca. Anche per non bruciare la mascherina. È un Draghi che fa il salvatore della patria. Forse.
– Non so se mi hai convinto, però, papà. I miei compagni dicono che i loro papà sono tutti coraggiosi…
Non credergli. Il papà di Cusimano è ai domiciliari per tangenti, il padre di Conti ha ereditato una fortuna dal nonno, e quello di Salerno paga il pizzo da anni. Diciamo che il coraggio sta altrove, figliolo.
– Posso dirglielo domani allora?
Meglio di no. La ragione è un po’ come la paura. Meglio averla e non farla vedere agli altri. Nella migliore delle ipotesi non serve mostrarla, nella peggiore è dannoso.
– Papà?
Si?
– Non ho capito molto, ma ti voglio bene.
Anche io, tesoro. E anche per amare ci vuole coraggio.
– Comunque se mi dicono di nuovo cacasotto posso picchiarli?
Ovviamente, figlio. E senza paura.
– Grazie babbo.
Figurati. Sono insegnamenti che provengono dal nonno.
– Era cacasotto pure lui?
Un poco. Ma almeno temeva le bombe, non gli stupidi.
– Ciao babbo.
Ciao figliolo.