Un viaggio lungo 25 anni in una delle digital agency più importanti in Italia. Che nasce e cresce a Palermo.

di Attilio Cardella

Palermo ha dato i natali a una delle aziende italiane più all’avanguardia nel settore del marketing e della comunicazione digitale. Un’azienda che non solo è sempre stata al passo con i tempi ma spesso li ha addirittura anticipati di un decennio, che ha puntato forte su mercati ai tempi ancora sconosciuti e lo ha fatto partendo dall’handicap di dover interloquire con clienti sparsi per tutta la nazione da una città che con il digitale non aveva nulla da spartire. E che ora raccoglie i frutti di un lavoro svolto con passione per oltre 25 anni, vivendo il fenomeno del south working, richiamando in Sicilia diverse figure professionali che un tempo erano dovute emigrare per trovare un lavoro e che oggi possono tornare nella propria terra sicure di lavorare per un’azienda leader nel proprio settore.  

Per comprendere quello che è stato ed è ancora Im*media per Palermo, bisogna fare uno sforzo mnemonico o di immaginazione, dipende dalla vostra età. Provate a chiudere gli occhi e a ricordare o immaginare un mondo senza internet, un mondo in cui i telefoni cellulari erano solo alla portata di pochi e chi possedeva e programmava un PC era considerato un nerd, senza che ancora questo termine fosse stato inventato. Difficile ricordare certe sensazioni per chi ormai è abituato alle comodità del nostro mondo ipertecnologico, impossibile immaginarle per chi è nato con uno smartphone in mano. Eppure era proprio questo il modo di vivere nel 1995, anno in cui nasce Im*media, con un primo progetto che giudicare all’avanguardia e dir poco: info-casa, totem multimediali in giro per la città con dentro un PC, un hard disk, e uno schermo con touch screen, dove i clienti potevano cercare la casa da acquistare in base alle proprie esigenze. Se vi ricorda un qualsiasi sito immobiliare odierno, sì, il concetto è identico, anche se tutto era ancora offline. Un progetto che ha dato anche il nome all’azienda: Im*media sta, infatti, per Immobiliare Media. 

Anche se il progetto è fallito, la voglia di fare comunicazione multimediale è rimasta e l’azienda si è subito evoluta, iniziando a realizzare CD-Rom multimediali. Ed ecco che in un sottoscala di via XX Settembre, con sole tre persone al lavoro, si iniziarono a sviluppare progetti per importanti aziende italiane e, con questi, iniziarono ad arrivare i primi problemi nel creare un’azienda che puntava sul multimediale a Palermo.

“All’inizio c’erano mille problemi – racconta Pasquale Esposito Lavina, per tutti Pillo, fondatore di Im*media – a partire dalle distanze. A un certo punto abbiamo dovuto aprire una sede a Milano solo per avere un indirizzo milanese da mettere sui biglietti da visita e sul sito web ed essere credibili agli occhi dei clienti. L’altro problema era quello di trovare le professionalità. Essendo dei settori nuovi, non c’erano a Palermo università o scuole che formassero dei professionisti in questi ambiti. Dovevamo quindi individuare i talenti e formarli direttamente all’interno dell’agenzia”.

C’erano però anche aspetti positivi. “La componente emotiva del siciliano, il suo senso di riscatto, è molto forte. Abbiamo creato una compagine di persone che avevano voglia di dimostrare qualcosa. Poi non abbiamo mai vissuto il timore di turnover. Per trovare un altro posto di lavoro nel nostro settore si doveva emigrare al Nord. Chi lavora con noi ha fatto un percorso insieme all’azienda”. 

Intanto Im*media sviluppa CD-Rom per Alitalia, Posteitaliane e tante altre grandi aziende nazionali. Anche perché quelle locali non avevano idea di cosa fossero questi nuovi mezzi. 

Sono anni importanti. Pillo parte per gli Stati Uniti, opportunità unica per fare esperienza e creare nuovi rapporti professionali utili per la crescita dell’azienda. A fine anni ‘90 arriva la collaborazione con RCS pubblicità. Intanto il mondo viene scosso dalla rivoluzione del Web e l’arrivo di Giorgio Scavuzzo, oggi Head of IT dell’azienda, porta Im*media ad aprirsi anche verso questo settore. “Sono stati anni di grandi sacrifici e di grandi successi”, ricordano oggi i quattro soci di Im*media. Successi come il CD-Rom sviluppato per Sellerio con le avventure del Commissario Montalbano. “Per questo prodotto multimediale, che ci ha fatto vincere premi internazionali e ci ha dato grande visibilità, avevamo disegnato un commissario più in linea con quello originale di Camilleri – spiega Antonio Giambanco, Creative Director – rispetto a quello che sarebbe stato interpretato poi da Luca Zingaretti. Un Montalbano simile a Pietro Germi, con i baffi, che poi è anche quello raffigurato nella statua a Porto Empedocle”. 

Nascono anche i primi lavori digitali, come milanoatavola.it, il primo sito web che permetteva di farsi consegnare la cena a casa. Anche qui, un prodotto all’avanguardia, precursore dei tempi, che oggi è diventato uno standard con app dedicate a questo servizio in tutto il mondo. Tanto che loro ci scherzano su: “Se vuoi fare i soldi, guarda a quello che stiamo facendo oggi e proponilo tra dieci anni”. 

E poi ci sono l’organizzazione degli eventi, ma anche i viaggi in moto per consegnare in tempo i lavori, o i voli notturni per permettere al master gold di un nuovo progetto di essere messo in produzione e rispettare le consegne. 

Un viaggio lungo 25 anni che porta Im*media a oggi, con un’azienda in continua trasformazione, pronta a riadattarsi ai continui mutamenti del mercato. Con 4 soci, ognuno con la propria specializzazione, e con 40 dipendenti. 

Anche la sede è specchio dei contrasti di essere un’azienda digitale nel cuore di Palermo. A pochi passi dalla centralissima via Roma, accoglie il visitatore con uno spazio esterno tra palme e agrumi, dal sapore tipicamente siciliano. L’interno, invece, stupisce per modernità: sembra di essere in un attico newyorkese, in uno di quegli uffici che abbiamo visto solo nei film. Tutto è trasparente, in una ricerca dell’abbattimento dello spazio che ha portato a un “effetto wow” per chiunque entri. “Le uniche pareti in cartongesso sono quelle dei bagni”, scherza Pillo. “In realtà tutto questo non è fatto per i nostri clienti: in pochi vengono qui, lavoriamo con molte aziende del Nord”. “Questi uffici sono belli per noi, per i nostri dipendenti – gli fa eco Marco Mineo, Head of Finance – che hanno partecipato attivamente al progetto. Trascorriamo molte ore della nostra vita a lavorare, vogliamo farlo in un luogo che possa renderlo il più piacevole possibile”. Antonio Giambanco ci racconta anche di un fattore logistico importante. “Nella vecchia sede per trovare un collega potevi anche perdere 20 minuti. Oggi è tutto a vetri. Il nostro lavoro è condivisione, non potrebbe esserci modo più semplice di lavorare in questa maniera”. 

Gli uffici, in questi giorni, appaiono un po’ vuoti. Colpa del Covid-19, che ha costretto molto personale a lavorare in smart working . Ma c’è anche un rovescio della medaglia. “Il lockdown ha sfatato il problema della distanza. Ormai tutti hanno compreso che si può lavorare anche senza incontrarsi. Non c’è più bisogno di prendere un aereo, tra videoconferenze e progetti condivisi sul cloud. Questa è un’opportunità per noi come per i nostri clienti, ma anche per chi vuole lavorare con noi. La sede a Palermo non è più un problema, anzi. Tantissimi professionisti possono tornare a casa e continuare il loro lavoro. In questo modo siamo riusciti ad assumere professionisti qualificati che provengono da importanti realtà, come Mirko Di Gregoli, account director che arriva dal Gruppo Armando Testa. Un fenomeno, quello del south working che ci ha spinto ad aprire una campagna di recruitment che abbiamo denominato Back To Sud”. 

Im*media è riuscita a superare le difficoltà legate alla città di nascita, fino a farle diventare il proprio punto di forza. Non per niente oggi lavora con grandi aziende nazionali e anche con grandi eccellenze siciliane, attraendo professionisti da tutta la nazione. Grandi successi che però restano in secondo piano se si chiede ai soci qual è il momento di maggior soddisfazione in questi 25 anni: “La nostra soddisfazione – risponde prontamente Pasquale Esposito Lavina – è quella che viviamo quotidianamente, vedendo le persone felici di lavorare in questo gruppo. C’è rispetto e stima reciproca. Non c’è soddisfazione migliore di questa”.